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Genitori e figli: #BlogginBo con DireFareAggregare

Genitori e figli, e tutto ciò che ne consegue: spazi, babysitter, locali accoglienti, trasporti, ludoteche. Oggi, per #BlogginBo, Green Shuttle Vivara, la vostra navetta per l'aeroporto Marconi, incontra  Giorgia di DireFareAggregare, nuova realtà del web made in Bologna che da Settembre sta facendo rete in città (fuori e dentro i social) per migliorare l'esperienza di essere genitori.

5 domande secche, come sempre, alle quali Giorgia ha risposto con molta sincerità, lasciandoci immaginare quella che potrà essere la città, anzi, forse l'Italia del futuro. 

 


 

1. Come e quando è nata l'idea di Dire Fare Aggregare?

 

L'idea è nata circa due anni fa, dalla più classica chiacchierata tra amiche, di cui alcune neo mamme. Queste ultime avevano vissuto la gravidanza con tempistiche diverse, e in seguito si erano rese conto quanto fosse importanteper loro confrontarsi su dubbi e incertezze, magari anche solo per un po' di sano conforto. Inoltre, essendo tutte mamme lavoratrici, si sono rese conto anche di quanto a volte sia difficile conciliare gli orari e, dato che purtroppo le giornate corrono, di quanto tempo perdessero per poter essere informate sulle attività da fare con i propri figli e con tutto il resto della famiglia. In parole povere abbiamo pensato di ampliare in modo virtuale l'idea della classica chiacchierata fuori dall'asilo o dalla scuola, attraverso la rete, che dal nostro punto di vista aiuta fa sì che il DIRE diventi prima FARE e poi AGGREGARE.
 

 

2. Bologna e i bambini: cosa funziona e cosa andrebbe migliorato?
 
Secondo noi l'offerta per il mondo della genitorialità e i bambini è buona, ma dispersiva. Diciamo che oltre alle cose note, come per esempio la SalaBorsa, ci sono anche tante piccole realtà, piccole associazioni che progettano e propongono tante belle iniziative che però, magari per limiti di struttura, non riescono ad arrivare a un pubblico più ampio. Crediamo che Bologna sia una città attiva, e la rete in questo può aiutare sicuramente a rendere visibili e conosciute realtà più piccole. Inoltre c'è anche la provincia, dove nascono tante iniziative. Anche qui, però, se un genitore non si va a guardare tutti i siti o non vive direttamente sul posto, fa fatica, e spesso finisce per perdersi offerte che la maggior parte delle volte sono gratuite. Quindi secondo noi a Bologna l'offerta c'è. Ciò che manca è l'informazione al riguardo.

 

 

3. I social network hanno cambiato la vita dei genitori? E come?
 
Abbiamo notato che nei social, in particolare Facebook, si sono create comunità di genitori: quelli che sono interessati al metodo Montessori; quelli che amano le letture per bambini e cercano consigli; quelli che sostengono l'allattamento al seno; quello che si sono organizzati magari per interessi comuni o dei propri figli. Il discorso è molto complesso, qui è detto in tre parole, ma i social rendono più facile la condivisione di idee, abitudini, credenze, interessi. Sono un ottimo strumento per discutere e informarsi. Abbiamo notato che le mamme sono più attive rispetto ai papà. Diverso, forse, il discorso di Twitter, che è un social meno personalizzato di Facebook. Twitter ti permette di essere informato in maniera veloce e selezionare poi magari ciò che interessa.
 

 

4. Fare rete è un modo per sostituirsi alle istituzioni o per affiancarle?
 
Pare proprio che di questi tempi sia così. Le istituzioni sembrano sempre in difficoltà e la via migliore sarebbe l'affiancamento, perché dalla collaborazione e il confronto spesso nascono le idee migliori. Però ci siamo rese conte lavorando sul campo che la carenze di risposte da parte delle istituzioni ha mosso un movimento dal basso (e la rete in questo è un strumento potentissimo). Con il confronto in rete vengono a galla esigenze e bisogni alle quali spesso si prova a dare un risposta senza l'aiuto delle istituzioni. 

 

5. Ultima domanda, un nostro classico: cosa mettere in valigia quando si parte con i bambini?
 
Oltre all'abbigliamento, tendenzialmente non mancano mai libri, tablet (perché ci piace essere tecnologiche!), un foglio bianco o qualsiasi potenziale foglio adatto all'esigenze artistiche del pupo e almeno due colori per dare un tocco in più alla loro fantasia.
 

 

foto: direfareaggregare.it, facebook.com